Equity crowdfunding per le PMI: guida completa

By: Carmine Roca0 commenti

L’Equity crowdfunding consente alle startup e alle PMI di raccogliere capitali per investire nella crescita ed attuare i piani di espansione. Il meccanismo è abbastanza semplice: a coloro che decidono di investire nel progetto viene riconosciuta una piccola quota dell’azienda.

Si tratta, in poche parole, di vendere piccole parti dell’azienda a soggetti terzi, sotto forma di quote. Fino a qualche anno fa, un’opportunità del genere sarebbe stata riservata solamente alle grandi aziende, quelle che fatturano miliardi di euro e che sono quotate in borsa.

È importante rimarcare la differenza tra quote ed azioni, in quanto con l’equity crowdfunding si finanziano fondamentalmente le quote di Srl mentre solo per le Spa è possibile parlare di azioni.

Similitudini e differenze tra equity crowdfunding e mercato azionario

Il principio che porta un soggetto ad investire in equity crowdfunding è lo stesso che vediamo anche negli investimenti a vantaggio delle Spa: si investe perché si crede che quell’azienda sia destinata a crescere nel futuro.

Nel caso dell’equity crowdfunding, la speranza è che il valore delle quote acquistate possa essere in futuro molto più alto.

Per giunta, i rendimenti che si possono generare da questa tipologia di investimento sono molto elevati. La ragione è molto semplice. Le quote di un’azienda che è nata da poco tempo sono, per forza di cose, abbastanza basse. Qualora, però, nel tempo l’impresa dovesse crescere con costanza, gli investitori potrebbero ottenere rendimenti davvero molto alti.

Abbiamo analizzato alcuni dei punti in comune tra il mercato azionario e l’equity crowdfunding. È il momento di approfondire anche le differenze, soprattutto rispetto alle modalità di vendita delle quote.

In particolare, le quote possono essere vendute solo al verificarsi di determinate circostanze:

  • Quotazione in borsa dell’azienda;
  • Azienda rilevata da un’altra impresa o da un fondo;
  • Vendita privata delle quote ad investitori terzi.

Ovviamente, manca un mercato della borsa che consenta di negoziare le quote. Le operazioni vanno condotte privatamente e sono, dunque, frutto di accordi tra investitori.

Quali sono i rischi per chi investe

Come in ogni investimento, una componente di rischio è sempre presente. Il fallimento dell’azienda è il rischio più concreto a cui si potrebbe andare incontro. Trattandosi di PMI e startup, tale pericolo non può essere sottostimato.

Se, però, si investe in piccole realtà con la speranza di ottenere, col tempo, grandi rendimenti, bisogna anche essere disposti ad accettare l’incognita legata alla sopravvivenza stessa dell’impresa. in ogni caso, qualora l’azienda oggetto dell’investimento fallisse, l’investitore otterrebbe inevitabilmente una perdita del 100% del capitale investito.

Altro rischio da considerare è quello relativo alla liquidità. L’azienda potrebbe, infatti, non fallire ma mostrare rendimenti stabili. In casi del genere, l’investitore potrebbe avere difficoltà a liberarsi delle quote acquistate. Infatti, altri investitori avrebbero poco interesse ad acquistare quote di un’azienda che fa fatica a crescere.

Come gestire in maniera efficace i rischi

La diversificazione degli investimenti è il modo migliore per mitigare i pericoli di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente. Sul web, esistono diverse piattaforme di equity crowdfunding. L’investitore ha la possibilità di frazionare l’investimento, acquistando piccole quote di diverse startup e/o PMI.

Quali sono i vantaggi per le aziende

Le aziende che mettono a disposizione degli investitori le proprie quote per progetti di equity crowdfunding possono beneficiare di diversi vantaggi.

Il fatto che tali investimenti siano, rispetto al passato, alla portata di un pubblico molto più ampio, permette all’azienda di promuoversi a vari segmenti di potenziali investitori, così da raccogliere tanti piccoli investimenti ed arrivare ad una grande quantità di capitale.

Poter contare su una piattaforma di crowdfunding consente alle aziende di concentrare i loro sforzi sul miglioramento dell’attività piuttosto che sulla ricerca di nuovi investitori. La presenza di tanti piccoli investitori pone l’impresa al riparo dalle pressioni che potrebbero esercitare, a livello decisionale, eventuali grandi gruppi di investitori.

Il fatto di avere tanti investitori moltiplica le possibilità di crescita del brand. Infatti, chi è disposto a metterci i propri soldi in un’azienda è molto probabile che possa parlarne bene anche esternamente. Tramite il passaparola, non è da escludere che nuovi investitori possano avvicinarsi all’impresa.

Bisogna, infine, sfruttare al massimo le campagne di crowdfunding. Una campagna di equity crowdfunding, infatti, permette di far crescere l’interesse attorno al marchio e la notorietà dell’impresa, non soltanto lato investitori ma anche lato mezzi di comunicazione di massa.

Leggi anche: guida ai finanziamenti per startup.

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